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CLATHRUS RUBER Micheli ex Pers.
SIN. Clathrus cancellatus Tourn. ex Fr.
Il Clathrus ruber era considerato un fungo piuttosto raro ma oggi è in
rapida diffusione, cresce nei luoghi umidi dei boschi in estate-autunno, solitario o a piccoli gruppi.
Il carpoforo, di 3-5 cm, dapprima rotondo, è inizialmente a forma di uovo di colore bianco, con un fascio di ife rizomorfe
allungato, internamente di consistenza gelatinosa, in sezione è già possibile vedere l'esoperidio in via di
formazione (foto 3); si apre successivamente con l'esoperidio lacerato e uscente a forma di inferriata rotondeggiante,
con fori poligonali allungati,
di colore rosso vivo, con toni aranciati nel giovane, fino a 8 cm a pieno sviluppo: alla base rimangono i
resti dell'ovolo sottoforma di una volva biancastra.
I rami portano all'interno la gleba che è formata da piccoli granelli nerastri mucillaginosi, contenenti
le spore: essa emana un forte odore sgradevole e repellente un po' meno forte di quello del Phallus impudicus.
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Il Clathrus ruber è ovviamente non commestibile a causa del suo odore; le mosche,
attratte dal suo odore repellente, si poggiano su di esso invischiandosi della gleba
e contribuendo in tal modo alla diffusione delle spore.
Osservazioni sulle raccolte fotografate
Tutte le raccolte sono state determinate dal solo esame visivo, visto che la specie è inconfondibile.
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