|
|

CORTINARIUS RUFOOLIVACEUS (Pers.: Fr.) Fries
Nome corrente: Cortinarius rufo-olivaceus (Pers.: Fr.) Fries
|
Il Cortinarius rufoolivaceus cresce nei boschi di latifoglie, specialmente in quelli termofili o
in zona mediterranea, su terreno calcareo, dall'estate all'autunno. Il cappello, 4-8 cm, è inizialmente emisferico, poi convesso
e infine disteso, con la cuticola asciutta e opaca con il tempo secco, molto vischiosa con l'umidità, di colore di base rosso-porpora,
rosso-vinoso, con zone più o meno vaste macchiate di grigio-verdastro nella specie tipo, sostituite da un pigmento blu-violaceo
nella var. vinosus (foto 1). Le lamelle sono
|
 |
  |
|
adnate, fitte, con lamellule, di colore giallo-verdastro chiaro o
lilacino-violetto nella var. vinosus, poi brunastre con la deposizione sporale. Il gambo, alto 4-8 cm, è cilindrico
o clavato, tozzo, robusto, allargato alla base in un bulbo marginato, con la superficie asciutta che porta
i resti della cortina, di colore biancastro-lilla-violetto, più carico nella var. vinosus, con il bulbo di
colore biancastro macchiato di rosa-rosso. La carne è spessa, compatta, di colore biancastro nel cappello, con
una striscia violetta appena sotto la cuticola, verdastro-violetto
nel gambo e rosata nel bulbo, con sapore amarognolo e odore molto forte, sgradevole; con KOH su tutte le superfici vira
al verde-olivastro più o meno scuro, poi nerastro con riflessi rosso-vinoso-violetti; con l'essiccazione ogni parte vira al rosso-vinaccia. Le spore sono citriformi, con
verruche grossolane, 10-12 x 5.5-7 micron (foto).
Il Cortinarius rufoolivaceus va considerato tossico; la var. vinosus, rappresentata in fotografia, può essere
confusa con C. sodagnitus dal quale si distingue per la diversa reazione della cuticola al KOH.
Osservazioni sulle raccolte fotografate
La raccolta 1 (foto 1) è stata determinata da Antonio Gennari e Emanuele Campo dopo l'osservazione delle foto, delle
reazioni macrochimiche e della microscopia che ho effettuato; l'exsiccata è disponibile.
|