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HEBELOMA BIRRUS (Fr.) Gillet
Nome corrente: Hebeloma birrus (Fr.) Gillet
SIN.: Hebeloma anthracophilum Maire
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L'Hebeloma birrus è una specie che cresce nei substrati ricchi di azoto e carbonio, zone
bruciate o con resti di deiezioni animali, a piccoli gruppi, in estate-autunno. Il cappello, 4-5 cm, è inizialmente globoso-
emisferico, poi convesso-appianato, con un ampio umbone ottuso più o meno evidente, col margine dritto o rialzato
specialmente negli esemplari adulti, con la cuticola liscia, asciutta, di colore ocraceo-brunastro, più carico al centro e
progressivamente più chiaro verso l'orlo che si presenta
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anche biancastro. Le lamelle sono adnate, smarginate, fitte,
con lamellule, di colore biancastro crema nel giovane, poi ocraceo rosate e infine brunastre con
la deposizione sporale, col filo più chiaro e senza la presenza di gocciole. Il gambo, alto 5-11 cm, è cilindrico,
anche molto slanciato, flessuoso, spesso radicante alla base, pieno ma presto cavo, senza residui di cortina, pruinoso per tutta la
superficie, di colore biancp-grigiastro macchiato di ocraceo-brunastro La carne è esigua, tenace, di colore biancastro,
con odore non rafanoide ma gradevole, erbaceo, fungino. Le spore sono amigdaliformi, verrucose, destrinoidi, 10-13 x
5.5-7 micron (foto); i cheilocistidi sono cilindrico-clavati,
abbondanti, 35-50 x 6-8 micron (foto).
L'Hebeloma birrus va considerato non commestibile se non addirittura tossico come
tutti gli Hebeloma. L'odore senza componenti rafanoidi, unitamente all'habitat di crescita, sono buoni
elementi distintivi dalle specie simili: Hebeloma aestivale possiede cheilocistidi che arrivano a 100 micron di lunghezza.
Osservazioni sulle raccolte fotografate
La raccolta 1 (foto 1 e
foto 2) è stata determinata da Marino Zugna che ha analizzato l'exsiccata.
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